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Civate
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mwhaCivate (mwhqSciuaa, mwhgCiüâ o mwhwCivàa in dialetto lecchese) è un mwiacomune italiano di mwiq3 702 abitanticite-ref-template-divisione-amministrativa-abitanti-1-1[1] della mwjgprovincia di Lecco in mwjwLombardia.
È posto nella mwkqValle Magrera tra lo sbocco della Valle dell'Oro ed il torrente mwkwRio Torto. Si trova ai piedi del monte mwlaCornizzolo(l'antico Pedale) di fronte al mwlqmonte Barro e prospiciente il piccolo lago di Annone.

Civate è divisa in varie frazioni tra cui il centro storico, la Santa, Tozio, il Pozzo, Scola e Isella che si trova sull'istmo che divide il mwlwlago di Annone.

Pur facendo parte dell'mwmqarcidiocesi di Milano, a Civate si pratica il mwmgrito romano anziché il mwmwrito ambrosiano, in usanza della fondazione dell'mwnaAbbazia di San Pietro al Monte.

Contents

Clima
Storia
Simboli
Note

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Geografia fisica

Territorio

Civate è esteso in prevalenza sul versante sud-est del monte mwpqCornizzolo. Si affaccia sul lago di Annone ricoprendo l'istmo che lo divide.

Idrografia e geomorfologia

Il territorio comunale si posiziona nel contesto morfologico della mwqaPianura lombarda legata a deposizione fluvioglaciale e fluviale/alluvionale di mwqqetà quaternaria. È collinare, a seguito dell'intenso livellamento per scopi agricoli della superficie originaria leggermente più ondulata; infatti, a grande scala si possono presentare delle blande ondulazioni, interpretabili come paleo-alvei, che testimoniano le antiche divagazioni dei corsi d'acqua che hanno attraversato e costruito il paesaggio, caratterizzato ora da un fitto reticolo idrografico composto da corsi d'acqua naturali.

Azione sismica

Il comune di Civate è classificato in zona sismica 3. Ammassi rocciosi affioranti o terreni molto rigidi caratterizzati da Vs30 superiori a 800 m/sec, eventualmente comprendenti in superficie uno strato di alterazione, con spessore massimo pari a mwra3 m. Superficie pianeggiante, pendii e rilievi isolati con inclinazione media i 15°.

Clima

Il clima civatese è una via di mezzo tra quello alpino e quello padano, con estati non troppo afose e con inverni non troppo rigidi. A gennaio, il mese più secco dell'anno, le precipitazioni raggiungono i mwrw61 mm, a giugno la piovosità è in media di mwsa120 mm. La temperatura media del mese di luglio è di mwsq22,2 °C, mentre in gennaio è la più bassa dell'anno, mwsg2,1 °C di media. Le temperature medie variano di mwsw20,1 °C durante l'anno.

| Civate | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Mesi | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Stagioni | Anno |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Civate | Gen | Feb | Mar | Apr | Mag | Giu | Lug | Ago | Set | Ott | Nov | Dic | Inv | Pri | Est | Aut | Anno |
| T. max. media ( °C ) | 5,5 | 7,9 | 13,0 | 17,4 | 21,2 | 25,0 | 27,6 | 26,4 | 23,0 | 17,0 | 10,9 | 6,6 | 6,7 | 17,2 | 26,3 | 17,0 | 16,8 |
| T. min. media ( °C ) | −1,2 | 0,2 | 3,4 | 7,2 | 11,1 | 14,5 | 16,9 | 16,3 | 13,5 | 8,7 | 3,7 | 0,1 | −0,3 | 7,2 | 15,9 | 8,6 | 7,9 |
| Precipitazioni ( mm ) | 61 | 61 | 75 | 102 | 113 | 120 | 92 | 111 | 105 | 117 | 109 | 70 | 192 | 290 | 323 | 331 | 1 136 |

Storia

Le più antiche tracce umane in questa zona risalgono all'mwuaetà del rame, con la presenza di insediamenti umani presso il cosiddetto "Buco della sabbia", caverna funeraria che ha restituito resti di ossa, utensili e graffiti.

In epoca storica il territorio era abitato da popolazioni celtiche delle tribù dei mwugLeponzi e degli mwuwInsubri.
Conclusa la mwvqSeconda guerra punica nel mwvg196 a.C. mwvwRoma arriva a conquistare la mwwaGallia Cisalpina. In questa occasione anche il territorio di Civate è soggetto all'opera di riorganizzazione militare-difensiva a cui vengono sottoposti i territori della collina e della pianura, per creare una protezione in previsione di incursioni dalle mwwqAlpi. Roma lascia comunque ampi spazi alla sopravvivenza dell'insediamento originario e questo costituirà uno degli elementi che favorisce un epilogo non violento del processo di romanizzazione. Il territorio viene ridisegnato attraverso il sistema della mwwgcenturiazione.
Viene istituita la provincia dalla mwxaGallia Cisalpina governata da un mwxqproconsole.

Il passaggio obbligato all'incrocio con la via proveniente da mwxwAquileia vale alla località la denominazione di mwyaClavis (in latino chiave)cite-ref-4[4].

I Romani in particolare erano stanziati non solo nel mwzgcastello di Lecco, ma anche nel punto chiave di transito, dove vi erano il ponte sul mwzwRio Torto e un piccolo luogo di culto, denominato mwaaLa Santa (dove oggi sorge l'oratorio dei Santi mwaqNazario e Celso).

Nel mwaw42 a.C. la Provincia Cisalpina è abolita da Ottaviano e Marco Antonio e il confine dell'mwbaItalia romana è portato alle Alpi.
Nella successiva ripartizione di mwbgAugusto la zona fa parte della mwbwRegio XI Transpadana

Nel mwcq476 d.C., alla mwcgcaduta dell'Impero romano d'Occidente, la zona segue le vicende comuni al territorio. Dapprima i mwcwGoti assumono il dominio sulla penisola italica; anche qui ne sono rimaste tracce (come il mwdaBuco della sabbia), in particolare sul mwdqmonte Barro, dove oggi i resti di una fortezza testimoniano la volontà di aumentare il controllo sulla zona del transito obbligato de "La Santa".

Dopo la riconquista bizantina i mwdwLongobardi di mweaAlboino invadono l'Italia e Civate in particolare è parte del loro regno (mweq572).

I Longobardi avranno un ruolo decisivo nella storia di Civate, non solo a livello militare, ma anche religioso e culturale: alla fine del loro regno sorse infatti il monastero di mwewSan Pietro al Monte. Tutti i documenti che ne ricordano la fondazione rimarcano la sua origine longobarda, attribuendo l'idea della sua realizzazione a mwfaDesiderio, l'ultimo re longobardo.cite-ref-06-5-0[5].

Dopo la caduta del regno longobardo è parte del mwggRegno d'Italia carolingio feudale. Nel mwgwX secolo il territorio è parte della mwhaMarca d'Ivrea e poi della mwhqmarca Obertenga.

All'mwhwXI secolo risale probabilmente la prima fase della chiesa di San Calocero nel centro del borgo.

La storia di Civate per secoli è indissolubilmente legata alle vicende del monastero di san Pietro, ai rapporti con gli abati, all'Impero germanico e agli arcivescovi milanesi.
In particolare, nel conflitto tra Milano e l'imperatore mwigFederico Barbarossa, Algiso, allora abate di Civate, si schierò con il Barbarossa offrendogli un appoggio non solo spirituale. Distrutta Milano nel 1162, Federico concesse ad Algiso il diploma che gli confermava il possesso dell'abbazia civatese. L'illusione di aver ottenuto libertà e indipendenza fu però di breve durata perché poco tempo dopo l'Arcivescovo milanese ottenne nuovamente l'autorità sul monastero ed i suoi beni.

Nel mwjaXIII secolo, durante le dispute tra i mwjqVisconti ai mwjgTorriani, il castello di Civate andò distrutto.cite-ref-06-5-1[5]

Nel mwla1470 muore l'ultimo benedettino rimasto. Alla nascita degli mwlqordini mendicanti, il monastero diventa commenda di numerosi cardinali, tra i quali mwlgAscanio Maria Sforza Visconti e mwlwAntonio Trivulzio.cite-ref-06-5-2[5] I monaci tornao a Civate solo nel 1566, quando l'allora abate commendatario Niccolò Sfondrati, futuro mwnapapa Gregorio XIV, convince gli mwnqOlivetani ad abitare il monastero, dando alla fede nuovo fervore.

Nel 1571 giunge a Civate il cardinale mwnwCarlo Borromeo, in visita pastorale. Sotto il suo pontificato si pone la questione sia della nomina di un parroco scelto tra il clero secolare sia del mwoarito romano, con cui da sempre si celebrava a Civate. Negli anni la brianzola Civate continuerà a professarlo per onorare la basilica sovrastante il paese.

A fine mwogXVIII la Lombardia secolo passa all'mwowAustria.

Con le vicende mwpqnapoleoniche Civate è nel mwpgRegno d'Italia napoleonico, inclusa nel mwpwdipartimento del Lario.

Il regno napoleonico durerà una ventina d'anni quando, nel 1814, dopo la definitiva sconfitta di Napoleone, l'esercito austriaco riprende possesso della regione inclusa nel mwqqRegno Lombardo-Veneto.
Il dominio austriaco rimane fino alla conclusione della mwqwSeconda guerra d'indipendenza italiana quando, nel mwra1859, la Lombardia entra nel mwrqRegno di Sardegna e poi, nel mwrg1861, nel nuovo mwrwRegno d'Italia.

Simboli

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con DPR del 22 novembre 1979.cite-ref-6[6]

«D'argento, allo

stambecco

di nero, attraversato da una banda

in divisa

verde, caricata da tre stelle d'argento, raggiate di sei.»

La banda potrebbe essere un riferimento all'ipotesi che il toponimo Civate derivi dal latino mwuaclivus, "declivio". Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di verde.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose

• Chiesa di mwyqSan Calocero

La facciata a capanna presenta delle monofore inserite negli anni '40 del Novecento. In origine la chiesa era divisa in tre navate di uguale lunghezza terminanti con abside semicircolare. Lungo le pareti della navata centrale si sviluppa un ciclo di affreschi disposto su due registri, realizzato tra l'XI e il XII secolo, che rappresenta episodi dell'Antico Testamento. Il presbiterio è sopraelevato e sotto vi è la cripta tripartita da colonne.

• Chiesa dei Santi mwzqNazario e Celso.

La struttura odierna della chiesa di S. Nazaro presenta caratteristiche tipicamente settecentesche. La facciata con il timpano triangolare sorretto da lesene si eleva nella parte centrale terminando a cuspide. A questa parte centrale sono affiancati due cappelle, originariamente concepite come ossari, coperte da un tetto a falde poggiato su una linea di voluta, che si interpone ad ammorbidire l’angolosità del passaggio tra i due livelli, raccordandole al corpo principale. Il portone di ingresso, in pietra, è sormontato da una lunetta ad arco ribassato, in cui è inserita una nicchia creata per posizionarvi la statua della mwzwMadonna o di mw0aS. Nazaro. In asse con la porta, al di sotto della cornice, vi è una finestra che trova un richiamo nelle altre due presenti nelle cappelle. Internamente questa finestra si apre sopra la cornice, nell'arco di lunetta sotto la volta; lo stesso avviene per le finestre che si aprono a sud. Il campanile, a pianta quadrata, presenta in altezza quattro cornici ed è collocato nel punto di incontro tra il corpo della navata e la casa del custode. Internamente la chiesa ha un'unica navata lunga 21 m e larga 5 m, che si apre nelle due cappelle, una a destra ed una a sinistra, alle quali si accede appena superato l’ingresso principale, tramite due porticine in legno, che se chiuse non si notano. La navata è suddivisa in quattro campate con volta a botte, con il presbitero rialzato. Dietro il presbitero è collocata la sacrestia, attraverso la quale si può accedere al campanile e alla casa del custode.

• Oratorio di mw0wSan Rocco
• Chiesa di mw1qSant'Andrea

La chiesa è di modeste dimensioni, con una facciata a capanna delimitata dai due spioventi della copertura lignea. Una semplice ma elegante decorazione sul timpano conclude il prospetto principale che conduce ed accoglie all’interno dell'edificio ad unica navata con una volta a botte ribassata, sottolineata da una cornice in aggetto che delimita tutte la pareti perimetrali. Una balaustra in pietra arenaria sobriamente lavorata delimita la zona del presbiterio, della stessa larghezza dell’aula, dove è collocato l’altare maggiore in marmo, realizzato nel 1759. Sopra quest’ultimo, in una nicchia, è conservato un prezioso bassorilievo in pietra raffigurante una mw1wMadonna con Bambino ed i santi Pietro ed Andrea, cui è dedicata la piccola chiesa. Sono inoltre presenti alcuni interessanti lacerti di affreschi, resi visibili grazie all’ultimo restauro, in cui si possono individuare la sommità di un baldacchino o di un panneggio e due angeli ai lati, realizzati con particolare cura stilistica ed esecutiva, di cui si possono apprezzare gli effetti cromatici ben conservati.

Società

Evoluzione demografica

• 870 nel mw3a1751
• 893 nel mw3g1771
• 897 nel mw4a1790cite-ref-7[7]
• mw5g1 026 nel mw5w1805
• mw6q1 455 dopo annessione di mw6gMalgrate nel mw6w1809
• mw7qannessione a mw7gGalbiate nel mw7w1812
• mw8q1 487 nel mw8g1853
• dal 1911 alla data odierna raddoppio degli abitanti residenti

Abitanti censiticite-ref-8[8]

Note

cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-11. mwaqemwaqimwaqmBilancio demografico mensile anno 2026 (dati provvisori), su mwaqqdemo.istat.it, mwaquISTAT.
cite-note-divamm-sismica-21. mwaqkmwaqomwaqsClassificazione sismica (mwaqwmwaq0XLS), su mwaq4rischi.protezionecivile.gov.it.
cite-note-template-divisione-amministrativa-gradi-giorno-32. mwarimwarmmwarqTabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (mwarumwaryPDF), in mwarcciterefmwargLeggemwark mwaro26 agosto 1993, n. 412, allegato A, mwarsAgenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p.mwarw 151. mwar0URL consultato il 25 aprile 2012 mwar4(archiviato dall'mwar8url originale il 1º gennaio 2017).
cite-note-44. Saranno poi i mwasmLongobardi a variare la voce latina in mwasqClavate, col suffisso -ate già presente in epoca etrusca, da cui mwasuCiavate o mwasyCiauate per arrivare all'odierna mwascCivate.
cite-note-06-55. mwas8mwataBorghese,mwate pp. 172-173.
cite-note-66. mwatumwatymwatcCivate, su mwatgArchivio Centrale dello Stato. mwatkURL consultato il 21 luglio 2024.
cite-note-77. mwat0Francesco Bombognini, mwat4mwat8Antiquario della diocesi di Milanomwaua : contenente diverse notizie storiche sacre e profane di tutte le parrocchie forensi distribuite in sei regionimwaue : con un elenco delle chiese plebane e figliali e loro rispettiva popolazione, Milano, Stamperia di Luigi Veladini, 1790, p.mwaui 244.
cite-note-88. Dati tratti da: mwauymwaucmwaugmwaukmwauoPopolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (mwausmwauwPDF), su mwau0ebiblio.istat.it, mwau4ISTAT. mwau8mwavamwavemwaviPopolazione residente per territorio – serie storica, su mwavmesploradati.censimentopopolazione.istat.it. Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.

Bibliografia

• citerefborgheseAnnalisa Borghese, Civate, in Il territorio lariano e i suoi comuni, Milano, Editoriale del Drago, 1992, pp. 172-173.
• A. Giussani, mwavkL'abbazia benedettina di S. Pietro al Monte sopra Civate, Corno, 1912.
• Oleg Zastrow, mwavsL'arte romanica nel comasco, Lecco, Casa editrice Stefanoni, 1972.
• V. Gatti, mwav0Abbazia benedettina di S. Pietro al Monte Pedale sopra Civate, Milano, Note Guida, 1980 e 2011.
• G. Bognetti C. Marcora, mwav8L'Abbazia Benedettina di Civate, Casa del Cieco, 1957 e 1985.
• C. Castagna, mwaweIn hoc monasterio quod dicitur Clavate, Oggiono, Cattaneo, 1987.
• C. Castagna, mwawmS. Nazaro di Civate: frammenti per un restauro, Oggiono, Cattaneo, 1991.
• C. Castagna, mwawuUn monastero sulla montagna, Annone, Riga, 2007.
• C. Castagna, mwawcLa Cultura di Civate, Annone, Cattaneo, 2011.
• C. Castagna, mwawkCivate 1923 - 2013: novant'anni di "penne nere", Valmadrera, F.lli Mauri, 2013.
• C. Castagna, mwaws…e un monastero a valle, Annone, Riga, 2015.
• C. Castagna, mwaw0Il Principe e il Cinghiale, Annone, Teka, 2015.
• C. Castagna, mwaw8San Pietro al Monte: quarant'anni d'amicizia nei suoi occhi, Annone, Riga, 2015.
• G. Luzzana, mwaxeI monumenti dell'abbazia di Civate, Annone, Teka, 2015.
• C. Castagna, mwaxmStar - Black& Decker a Civate: 1945 - 1998, Annone, Teka, 2016.
• C. Castagna, G. Scola mwaxuChiesa Parrocchiale dei Santi Vito Modesto e Crescenzia, Annone, Riga, 2019.
• C. Cantoni, C. Castagna e G. Luzzana, mwaxc …re vescovi abati viandanti e pellegrini, Annone, Riga, 2021.
• C. Castagna, mwaxkL'Apocalisse di San Pietro al Monte e altri draghi d'Occidente, Roma, Minimegaprint, 2022.
• C. Castagna e Cinzia Castagna, mwaxsCivate, un borgo cresciuto all'ombra del monastero, Colombo,Valmadrera, 2024.
• C.Castagna e Giuditta Scola, mwax0Dove la Bellezza svela il Mistero, Annone, Riga, 2025.

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Collegamenti esterni

• Sito ufficiale, su comune.civate.lc.it.
• citereflombardiabeniculturaliCivate, su LombardiaBeniCulturali, Regione Lombardia.